We are Family (con Federico)

Nel lavoro del terzo settore è richiesta passione,  flessibilità, spirito di sacrificio.  E’ un tipo di professionalità che  necessita della disponibilità di uscire dalla propria cornice e dal proprio assegnamento professionale per abbracciare le opportunità e far fronte alle sfide. Oggi Federico, dipendente presso la Cooperativa Villa Sant’Ignazio, ha voluto parlarci un po’ della sua esperienza .

 

 Come hai conosciuto la cooperativa e come sei entrato a farne parte?

Villa l’ho conosciuta quasi 5 anni fa un po’ per caso, dopo la mia ultima esperienza come animatore turistico. Avevo voglia di lavorare nel sociale. Qui ho iniziato il tirocinio durato 6 mesi  e dopo ho fatto un periodo di volontariato dal lunedì al venerdì per un anno e mezzo.  Lo scorso anno in Aprile mi hanno fatto un contratto a tempo determinato e poi ho proseguito a tempo indeterminato .

 

Hai studiato qualcosa?

Ho iniziato a studiare servizio sociale ma non ho mai concluso perché avevo in mente solo l’animazione per bambini . Sono andato a Rimini, nei campeggi Grest, l’avrò fatto sicuramente  per 4, 5 stagioni .

 

E a Villa di che cosa ti occupi?

Il mio è un ruolo particolare a Villa.  Sono in appoggio al Responsabile di casa  e mi occupo della logistica dei magazzini e degli inventari,  gestisco i contatti e gli ordini con i fornitori di detersivi  ma soprattutto sono in affiancamento con ragazzi tirocinanti, del servizio civile, volontari, lavori socialmente utili.

Non è mai  monotono. A volte bisogna ricercare dei nuovi  lavoretti da fare con i ragazzi che secondo me sono la risorsa più bella della cooperativa. E’ importante variare, non far fare ai ragazzi sempre le stesse cose ma affidargli ruoli nuovi in modo che si sentano valorizzati e responsabilizzati.

 

Che cosa apprezzi dell’opportunità lavorativa in un contesto sociale?

Riuscire a lavorare in un ambiente sociale è un grande regalo perché lavori, seppur marginalmente, con persone che hanno percorsi di vita ed esperienze diverse, ci sono difficoltà  e lavorare in stretto contatto relazionale è un regalo . Perché qui, ogni piccolo gesto è una grande azione e bisogna essere grati perché  l’organizzazione lavorativa e le relazioni umane vanno di pari passo. In altri ambienti non è sempre così , non c’è questo privilegio . Altrove c’è lavoro, il fatturato, ma qui anche le relazioni. Lavori coltivando relazioni.

 

Si vede che ami il tuo lavoro.

Sì.

E’ bello perché le regole rigide ci sono , nulla è lasciato al caso.

Ma la forza di questo posto è che, nonostante il lavoro , si creano delle relazioni molto importanti. E’ un lavoro in cui non sai mai quello che succederà, chi incontrerai, un giorno vedi uno poi l’altro non c’è, la gente va e viene e c’è un forte scambio.

Si scambiano pezzi di vita qui.

 

 

13 Novembre 2020